JAN KNAP - Opere recenti

20 dicembre 2007 - 29 febbraio 2015

Inaugurazione giovedì 20 dicembre 2007 ore 18.30

Inaugura giovedì 20 dicembre 2007 alle ore 18.30, “Opere recenti” la personale di Jan Knap presso lo Studio d’arte Raffaelli di Trento. L’esposizione, che presenta una ventina di inconfondibili lavori dell’artista ceco, rimarrà aperta fino al 10 febbraio 2008. Quella di Jan Knap è un’arte fortemente legata al suo vissuto. La sua è una formazione da scultore da cui deriva la sua predilizione al rigore formale e alla presenza volumetrica degli elementi nella scena.

Un’esigenza di normalità che gli ha imposto di contrapporsi agli arzighigoli dell’arte concettuale che è imperversata tra gli anni Sessanta e Settanta. Un’opposizione che lo spinge a fondare nel 1979 il gruppo Normal assieme ad altri due artisti (Milan Kunc e Peter Angermann) promulgando una pittura che avesse ancora i canoni della bellezza. A New York fa l’illustratore con una vena satirica, ma studiando filosofia e teologia a Roma, questa vena lascia il posto all’iconografia che conosciamo. Pura e semplice, l’arte di Jan Knap rende partecipe lo spettatore di un coinvolgimento intimo sempre più raro nell’arte contemporanea, perchè richiede un sistema percettivo affatto cavilloso, tanto è lampante. I suoi lavori sono davvero alla portata di tutti perchè arrivano dritti al cuore. Emerge una religiosità particolare perchè bloccata un attimo prima di diventare aulica e sublime. Le sue Madonne sono innanzitutto donne, protette da posture canoniche che rimandano alle figurazioni sacre della pittura pre-rinascimentale italiana e tedesca; ma sono le ambientazioni, che solo da alcuni particolari si intuiscono contemporanee, che distanziano la scena da rimandi prettamente ecclesiastici di stampo antico. La donna di Knap è una ragazza qualunque, protagonista di una scena che più che sacra è campestre e intimamente domestica allo stesso tempo e per tale motivo sempre atttuale. Altro ruolo fondamentale lo hanno i bambini che nei suoi quadri si alternano il ruolo ora di cherubino, ora di Gesù bambino. L’infanzia è un soggetto particolarmente caro all’artista perché rappresenta quell’innocenza che ben presto, già dall’adolescenza, è destinata ad esaurire la sua vitalità e che è simbolo di una famiglia il cui ruolo nelle sue opere emerge ancora nella sua solidità. Poco importa se non si riesce a identificare cronologicamente la scena, in quanto, nonostante alcuni particolari che riescono a confondere la nostra percezione, come le aureole che ogni tanto compaiono dietro ai personaggi, tutto ha la funzione di avvicinarci a una eterna e perfetta quotidianità da contemplare col cuore in mano. Nei suoi lavori ogni elemento converge alla certezza che il sacro, l’intimità, l’amore più puro è sempre attuale e affatto mutato nei secoli. Benchè semplice, è un’arte che riesce a commuovere perché ci rende consci che stiamo perdendo qualcosa per strada, rimbambiti da una contemporaneità basata esclusivamente sul flusso del tempo, perché l’amore, gli affetti e i piccoli miracoli quotidiani pieni di gioia sono a fianco di noi, e troppo spesso ce ne scordiamo. Bisogna saperli carpire e paradossalmente la pittura “normale” di Jan Knap ce ne dà la possibilità. Jan Knap nasce a Chrudim (ex-Cecoslovachia) nel 1949; dopo Düsseldorf, New York, Roma, Colonia, Modena, vive e lavora attualmente a Zelec (Repubblica Ceca).

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