Le meraviglie di Raffaelli

Come raccontare la storia di una galleria d’arte se non attraverso le opere che hanno segnato le tappe fondamentali del suo percorso? “Le meraviglie di Raffaelli” è un nuovo format che propone, cinque alla volta, le opere riscoperte degli artisti che hanno fatto e fanno parte della scuderia dello Studio d’Arte Raffaelli, per un periodo di tempo limitato durante il quale sarà possibile scoprirle a 360 gradi e acquistarle direttamente inviando la richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 0461 982595.

 

ENGLISH TEXT

Which is the best way to tell a story about an art gallery if not through the works that have marked the fundamental stages of his career. ‘’The Wonders of Raffaelli’' is a new format that proposes, five at time, the rediscovered works of artists who were and are part of the Studio d’Arte Raffaelli team. The works will be available for a limited period of time and you can buy them directly by sending the request to Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. or by calling 0461982595.
 

 

 

I NUOVI FUTURISTI

Per la seconda proposta all’interno del format “Le Meraviglie di Raffaelli”, riscopriamo cinque artisti italiani che hanno fatto parte del “Nuovo Futurismo”, un movimento importante per il panorama nazionale codificato dal critico bolognese Renato Barilli tra il 1983 e il 1984.

Lo Studio d’Arte Raffaelli ha avuto un ruolo importante nella promozione di questi artisti: Abate, Plumcake, Marco Lodola, Innocente e Umberto Postal, attraverso collaborazioni che si sono poi tradotte in mostre personali e collettive, identificando nel movimento la prosecuzione di una ricerca conoscitiva sulla modernità inaugurata dal Futurismo nei primi del Novecento. Se il gruppo di Marinetti, Carrà, Balla e Boccioni fu una sorta di “Pop Art ante litteram”, il Nuovo Futurismo si pone appieno come fenomeno postmoderno, inserendosi nelle Neoavanguardie “alla ricerca di un principio di piacere che segna una radicale rottura con il mondo artistico precedente”.

Buona riscoperta!

 

ENGLISH TEXT

For the second recommendation within the format “The Wonders of Raffaelli”, we rediscover and learn about five Italian artists who were part of the“New Futurism”, a nationally important artistic movement codified by the Bolognese critic Renato Barilli, between 1983 and 1984. Studio d’Arte Raffaelli has played an important role in the promotion of these artists: Marco Lodola,Plumcake, Umberto Postal, Innocente e Abate. Collaboration, solo and group exhibitions identified the movement as a continuation of a cognitive research on modernity initiated by Futurism in the early twentieth century. If Marinetti’s group, Carrà, Balla and Boccioni was a sort of “Pop Art ante litteram”, the New Futurism arises as a fully Postmodern phenomenon. The new movement becomes part of the Neo-avantgarde and initiates a “quest of a principle of pleasure that marks a radical/fundamental/drammatic rupture/break with the previous art world”.
 
Today the works of Willie Bester are part of prestigious permanent collections and are exhibited at the Zeitz Mocaa in Cape Town, and Zanele Muholi’s photographs have just arrived at the 58th Venice Biennale, marking the main exhibition ‘’May You Live in Interesting Times’’ at the Arsenale and in the Gardens. In this Biennale we have also noticed a renewed attention for the historical portraiture in the studio and for the comics figurative, elements that confirm the positive direction of the past of Studio d'Arte Raffaelli.
 
Good rediscovery!
 
 
 

ABATE
Senza titolo
Assemblaggio materiali vari
180 X 105 cm

Prezzo € 2.900

Gianantonio Abate è nato a Como nel 1955 e ha iniziato a mostrare le sue opere all’inizio degli anni 80’ con una mostra personale alla Galleria Diagram di Milano. In quell'occasione ha presentato una serie di opere intitolate "Pittografie" che traducono su supporti curvi in legno una sorta di energia ambientale, strutture dinamiche e vorticose, riecheggiando la lezione storica del Futurismo. Dalla metà degli anni 80’, il lavoro di Abate è configurato in una poesia ispirata al mondo urbano, artificiale e a quello dei mass-media. L'artista ha iniziato a utilizzare la plastica, producendo prodotti ambientali che indagano la relazione tra il bidimensionale e il tridimensionale, con una mentalità molto lucida e riflessiva, in opposizione alla moda allora prevalente della pittura neo-espressionista.

L’artista,oltre a varie mostre personali tenutesi in Italia e in Europa, ha partecipato a numerose manifestazioni pubbliche tra le quali ricordiamo: Groninger Museum “Con i nuovi futuristi”, Groningen Rotonda della Besana, Milano Frankfurter Kunstverein, Vienna Castello di Rivara, Rivara Galleria d’arte moderna di Bologna Biennale di Venezia Quadriennale di Roma Istituto Italiano di cultura,Madrid Istituto italiano di cultura,Barcellona Pinacoteca comuna, Roma XXXII Biennale di Milano Palazzo delle Albere,Trento Museo Depero, Rovereto Museo d’arte moderna, San Marino Museo d’arte urbana Campidoglio,Torino Galleria Nazionale d’arte moderna, Torino.

 

 

 

Gianantonio Abate was born in Como in 1955 and began to exhibit his works at the beginning of the Eighties with a personal display at Diagram Gallery in Milan. On that occasion, he presented a series of artworks titled “Pictographies”. These pieces translate on curved wooden supports a form of environmental energy, dynamic and whirling structures that echo the Futurism vibes. Since the mid Eighties, Abate’s work has been configured in a poem inspired by the urban, artificial and mass-media worlds. The artist began to use plastic, creating two and three-dimensional products, with a reflective attitude in opposition to the then prevailing neo-expressionist fashion. The artist, in addition to various solo exhibitions held in Italy and in Europe, has participated to numerous public events including: “The new futurists” at Groninger Museum, Rotonda della Besana - Milano, Frankfurter Kunstverein,Wien, Castle of Rivara - Rivara, Gallery of Modern Art in Bologna, Venice Biennial, Rome Quadrennial - Italian Institution of Culture, Madrid - Italian Institution of Culture, Barcelona, Pinacoteca Comuna - Rome XXXII, Milan Biennial, Palazzo delle Albere - Trento, Depero Museum - Rovereto, Modern Art Museum - San Marino, Museum of Urban Art - Campidoglio, National Gallery of Modern Art - Turin.

INNOCENTE
Ripetizioni differenti, 1989
Scultura con vernice Lechler
51x 61 cm

Prezzo € 2.900

Artista eclettico, attivo dagli Anni Settanta, lavora con installazioni, pittura, scultura e performance. All’inizio degli anni 70’ realizzò a Mantova un’azione nella quale coinvolse il pubblico facendolo intervenire con il colore nello spazio comune per modificarlo e impadronirsene temporaneamente. Sucessivamente si trasferì a Milano e collaborò con il gallerista Luciano Inga-Pin alla costituzione del gruppo denominato Nuovo Futurismo, a cui partecipò fino alla risoluzione del gruppo nel 1994. E’ presente con esposizioni personali e collettive nazionali e internazionali, ha partecipato a diverse manifestazioni tra cui la XII° Quadriennale di Roma, Le Tribù dell’Arte- Roma 2001, Denaro-l’ultimo tabù- Expò di Biel 2002, Etre- Palazzo delle Nazioni di Ginevra, Le Opere e i Giorni- Certosa di Padula, La Parola nell’Arte- MART di Rovereto, I° e III° Biennale di Malindi.

“Il suo lavoro è centrato sulla memoria e sul linguaggio: la memoria implicita dell’individuo, tesoretto delle tracce del vissuto individuale e collettivo e punto di partenza per sperimentare, esplorare, riflettere. L’arte è linguaggio, poi riflessione, sentimento, melanconia, conoscenza, ritmica, struttura, ma soprattutto è il luogo dove albergano le domande.”

 

 

 

Eclectic artist, active since the Seventies, he works with installations, painting, sculpture and performance. In the early 1970s, he conceived a unique work involving the public: he made them take action by intervening with the color in the common area, modify it and temporarily conquer it. He eventually moved to Milan and collaborated with the gallery owner Luciano Inga Pin in the formation of the artistic group “New Futurism”. He took part of the group until its resolution in 1994. He is a constant presence with personal and collective, national and international exhibitions. He has participated in numerous events including the XIIth Quadrennial in Rome, The Tribes of Art - Rome 2001, Money, the last taboo - Biel’s Expo in 2002, Etre, - Palace of Nations in Geneva, The Works and Days - Certosa, in Padua, The Word in Art - MART in Rovereto, the 1st and 3rd Biennial in Malindi. “His work focuses on memory and language: the implicit memory of the individual, a treasure trove of traces of collective experiences is also the starting point for exploration and reflection. Art is language, then reflection, feeling, melancholy, knowledge, rhythm, structure but above all/most of all art is the place where questions arise”.

MARCO LODOLA
Senza titolo, 1989
4 disegni su carta
32 x 25 cm l'uno

Prezzo € 800

Marco Lodola è un artista a 360 gradi, ha collaborato con diversi musicisti, ha realizzato scenografie per il cinema, teatro (collaborò con l’Opera Lirica Tosca di Puccini e con il Teatro Massimo di Palermo realizzando opere in perpex e neon dal vivace cromatismo.),televisione e sfilate di moda. Sin da subito si avvicinò all'uso di materiali plastici che sagomava e colorava con una tecnica personale attraverso l'uso di tinte acriliche. Più tardi la sua ricerca lo portò a cercare di inserire fisicamente la luce nei suoi lavori: nascono così le sculture luminose, statue in plexiglas illuminate internamente con tubi luminosi, che caratterizzeranno tutta la produzione artistica. Il tema più ripreso nelle sue opere è quello della danza e delle ballerine, della Vespa e delle pin up, in stile retrò.

I suoi incarichi provengono da settori estremamente eterogenei: dalle industrie alle istituzioni pubbliche, dal mondo culturale a quello pubblicitario. A tal proposito Lodola ha collaborato negli anni con Carlsberg, Coca Cola, Coveri, Dash, Ducati, Fabbri, Illy, Swatch e Sea. Realizzò inoltre diversi loghi e immagini per importanti istituzioni come le Olimpiadi Invernali di Torino, il Giro d’Italia, Arci, il Roxy Bar di Red Ronnie, la Fiat Avio, la Juventus e Air One. Coloratissimi e suggestivi sono gli allestimenti di facciate in cui Lodola si cimenta con successo come per esempio gli interventi su Ca’ d’Oro a Venezia durante la Biennale del 2011.

 

 

 

Marco Lodola is an all-around artist with a rich and diverse background at his back. He has collaborated with various musicians, television, fashion shows and he has given shape to numerous sets for cinema and theater (he has created vibrant, colorful perspex and neon artworks for Puccini’s Opera Tosca and for Palermo’s Teatro Massimo). Right from the very beginning he approached the use of plastic materials that he shaped and colored with a personal technique through the use of acrylic dyes. Later on, his research led him to a new attempt: trying to physically insert light into his works. Thus the light sculptures were born. Perspex statues, internally illuminated with light tubes that will distinguish all his artistic production. Lodola’s favourite subjects are the ballerinas and their dance, the iconic Vespa and the pin-up girls with their vintage style. Marco Lodola has worked for a number of incredibly varied fields: from industries to public institutions, from cultural interest to advertising. In this regard, the artist has collaborated throughout the years with Carlsberg, Coca Cola, Coveri, Dash, Ducati, Fabbri, Illy, Swatch and Sea. He has also created various logos and images for important institutions such as the Winter Olympics in Turin, the Giro d’Italia, Arci, Roxy’s Bar of Red Ronnie, Fiat Avio, Juventus and Air One. Finally, Lodola’s colorful and evocative facade installations are of great impact and success, such as the “Ca d’Oro” in Venice during the 2011 Biennial.

PLUMCAKE
Senza titolo, 1992
Smalti serigrafici di P.V.C.
94 x 94 cm

Prezzo € 1.900

Il gruppo Plumcake, ovvero il trio pavese formato dagli artisti Gianni Cella, Romolo Pallotta e Claudio Ragni, iniziarono a lavorare insieme dall’inizio degli anni 80? nell’ambito della corrente artistica ‘’Nuovo Futurismo’’, storicizzata nel 1985 dal critico d’arte Renato Barilli. L’estroversione, il dinamismo, l’ottimismo, l’interesse per i valori della vita urbana, caratterizzano le opere dei Plumcake che sono realizzate secondo l’estetica dello stereotipo tipico della cultura popolare che tanto ha caratterizzato la novità espressiva della Pop Art americana degli anni 60’. Le loro opere sono caraterrizzate dalla scelta del materiale per i bassorilievi e sculture come al vetroresina, ai colori in stesure per lo più’ monocromatiche realizzate con smalti vinilici rossi, verdi, gialli, alla scelta di soggetti estrapolati dal macrocosmo urbano e riproposti in chiave ironico-fumettistica.

Nel loro imponente curriculum, in cui spicca la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1990, va menzionata la presenza nelle collezione dei Musei di Groninghen, Rovereto, Bologna, Repubblica di San Marino, Chicago, Gallarate e Bolzano.

 

 

 

The Plumcake group - namely the trio of artists from Pavia - Gianni Cella, Romolo Pallotta and Claudio Ragni, began to work together from the early Eighties within the artistic movement “New Futurism”, historicized in 1985 by the art critic Renato Barilli. Extroversion, dynamism, optimism and interest in the values of urban life are the main features of Plumcake’s art works as well as references to the American Pop Art of the Sixties. Their paintings are characterized by the choice of monochrome colors such as red, green and yellow vinyl-based enamels and everyday urban subjects with an ironic, cartoon-like twist. The participation at the 1990 Biennial of Venice obviously stands out in their curriculum but their collections at the Groningen, Rovereto, Bologna, Republic of San Marino, Chicago, Gallarate and Bolzano museums are worth mentioning as well.

UMBERTO POSTAL
Senza titolo, 1983
Tecnica mista su tela
160 x 160 cm

Prezzo € 5.000

Umberto Postal, artista poliedrico che si è dedicato non solo alla pittura ma anche all’arazzo, alla fotografia, alle video-istallazioni e alle performance, è stato uno degli artisti trentini che ha raggiunto maggior fama mondiale. Nella prima metà degli anni 80’, avvicinatosi all’ambiente artistico americano, Postal si è fatto conoscere per la sua capacità di lavorare su materiali diversi attorno al problema delle percezioni delle immagini, attraverso la ripetizione di icone della società tecnologica fortemente semplificate e geometrizzate.

Dal 1983 inizia la collaborazione con artisti come Abate, Innocente, Plumcak e Lodola, i quali furono promossi dalla galleria milanese Inga Pin e nacque così il gruppo dei Nuovi Futuristi, con cui Umberto partecipò a rassegne di gruppo in varie città italiane ed europee.

 

 

 

Umberto Postal was a versatile, world-renowned artist from Trentino, who has dedicated himself not only to painting but also to tapestry, photography, video-installations and performances. In the first half of the Eighties, impacted by the American artistic environment, Postal became known for his ability to work on different materials. His main focus was image perception realized through the repetition of highly simplified and geometrical composed icons of the technological society. In 1983 he started to collaborate with artists such as Abate, Innocente, Plumcake and Lodola, who were supported by the Milanese Art Gallery “Inga Pin” and thus the group of the New Futurists was born. Together with the group of the New Futurists, Umberto Postal took part in numerous exhibitions in Italy and in Europe.