Le meraviglie di Raffaelli

Come raccontare la storia di una galleria d’arte se non attraverso le opere che hanno segnato le tappe fondamentali del suo percorso? “Le meraviglie di Raffaelli” è un nuovo format che propone, cinque alla volta, le opere riscoperte degli artisti che hanno fatto e fanno parte della scuderia dello Studio d’Arte Raffaelli, per un periodo di tempo limitato durante il quale sarà possibile scoprirle a 360 gradi e acquistarle direttamente inviando la richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 0461 982595.

 

ENGLISH TEXT

Which is the best way to tell a story about an art gallery if not through the works that have marked the fundamental stages of his career. ‘’The Wonders of Raffaelli’' is a new format that proposes, five at time, the rediscovered works of artists who were and are part of the Studio d’Arte Raffaelli team. The works will be available for a limited period of time and you can buy them directly by sending the request to Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. or by calling 0461982595.
 

 
 

BACK TO SOUTH AFRICA

Per il primo appuntamento con “Le meraviglie di Raffaelli” esploriamo la pionieristica promozione dell’arte sudafricana in Italia da parte di Giordano Raffaelli fin dalla fine degli anni Ottanta.

C’era ancora l’apartheid, e giovani artisti del calibro di Willie Bester e Jackson Nkumanda rispondevano alla situazione con le loro opere ricche di colore e speranza, individuando nell’arte una nuova forma di comunicazione, più potente di qualsiasi messaggio politico. Nello stesso periodo, insieme alla gallerista di Cape Town Heidi Erdmann, specializzata in fotografia, Raffaelli riscopriva una rarissima serie di ritratti in studio del fotografo di Durban Bob Bobson, uno dei primi artisti ad avere consapevolezza del proprio valore e a firmare sul retro le sue stampe: un fedelissimo reportage della società sudafricana della fine degli anni Sessanta che diede avvio a un genere fortunato e ripercorso da altri artisti. Attivismo e fotografia sono gli ingredienti fondamentali anche del lavoro di Zanele Muholi, giovanissima nel 2008, quando per la prima volta Raffaelli portò in Italia, nella Sala Bacco del Palazzo Wolkenstein, le sue serie “Being” e “Faces and Phases”, dedicate all’omosessualità femminile discriminata in Sudafrica e ancora oggi di grande attualità. Conclude il nostro viaggio in Sudafrica la dissacrante ironia di Conrad Botes, artista figurativo dal tratto deciso e riconoscibile, che ha fatto suoi idoli e totem tradizionali unendoli a personaggi del fumetto e del cartoon con un esito visivo estremamente contemporaneo.

Oggi le opere di Willie Bester fanno parte di prestigiose collezioni permanenti e sono esposte allo Zeitz Mocaa di Cape Town, e le fotografie di Zanele Muholi sono appena arrivate alla 58° Biennale d’arte di Venezia, scandendo la mostra principale “May You Live in Interesting Times” all’Arsenale e nei Giardini. In questa Biennale abbiamo notato anche una rinata attenzione per la ritrattistica storica in studio (ad esempio nel celebratissimo Padiglione del Ghana) e per il figurativismo fumettistico, elementi che confermano la direzione positiva delle scelte passate dello Studio d’Arte Raffaelli, con nomi di artisti che rivedremo in mostra nel prossimo futuro.

Buona riscoperta!

 

ENGLISH TEXT

For the first episode with ‘’The Wonders of Raffaelli’’ we decided to explore Giordano Raffaelli’s pioneering promotion of South African art in Italy since the late 1980s.There was still apartheid, and young artists like Willie Bester and Jackson Nkumanda responded to the situation with their colorful and hopeful works, identifying art as a new form of communication, more powerful than any political message. At the same time, together with Heidi Erdmann, who is specialized in photography, Raffaelli discovered a rare series of studio portraits by Bob Bobson, one of the first artists to be aware of his own value and to sign his prints on the back: a faithful reportage of the South African society of the late sixties. Activism and photography are the fundamental ingredients of Zanele Muholi’s work. She was very young in 2008 when for the first time Raffaelli brought his series ‘’Being’’ and ‘’Faces and Phases’’ to the Sala Bacco of Palazzo Wolkenstein in Trento, dedicated to female homosexuality discriminated in South Africa. Our journey to South Africa ends with the irreverent irony of Conrad Botes, a figurative artist with a decisive and recognizable trait, who made his idols and traditional totems combining them with cartoon with an extremely contemporary visual outcome.
 
Today the works of Willie Bester are part of prestigious permanent collections and are exhibited at the Zeitz Mocaa in Cape Town, and Zanele Muholi’s photographs have just arrived at the 58th Venice Biennale, marking the main exhibition ‘’May You Live in Interesting Times’’ at the Arsenale and in the Gardens. In this Biennale we have also noticed a renewed attention for the historical portraiture in the studio and for the comics figurative, elements that confirm the positive direction of the past of Studio d'Arte Raffaelli.
 
Good rediscovery!
 
 
 

BOB BOBSON
Senza titolo, 1998
Fotografia a colori
19 x 19 cm

Prezzo € 900

La fotografia ritrattistica si diffuse in Africa a partire dalla necessità dei colonizzatori europei di censire i propri “sudditi”; avere un proprio ritratto fotografico con gli abiti tradizionali, con il nuovo nato o con vestiti occidentali all’ultima moda divenne in breve tempo un desiderio diffuso tra le persone.

L’opera proviene dallo Studio Bobson, il più famoso studio di ritrattistica fotografica di Durban; fu esposta nella mostra “Bobson Portraits” tenutasi nel 2001 allo Studio d’Arte Raffaelli, e fa parte di una serie di fotografie realizzate da Mohanlall – fondatore dello studio – con una Yashica Matt 120 e sono le prime a colori in Africa. Scattate negli anni Sessanta e stampate nel 1998, riportano sul retro la firma, la data e il timbro dello Studio Bobson.

 

 

 

The portrait photography spread across Africa from the need of the European colonizers to register “their own” people; having an own portrait with the traditional clothing,with the newborn or with the modern clothes from the West, became soon a common desire among the people. The artwork  comes from the “Bobson Studio”, the most famous portrait photography studio in Durban; it was displayed in the “Bobson Portraits” exhibition held at “Studio d’Arte Raffaelli” in 2001 and it’s part of a series of photographies captured by Mohanlall – founder of the studio  with a Yashica Matt 120 and these are the first colour pictures in Africa. Taken in the Sixties and printed in 1998, the photos have on their back the signature,the date and the stamp of the Bobson Studio.

CONRAD BOTES
Zombie festival
Tecnica mista su carta
180 x 110 cm

Prezzo € 7.000

 

 

 

La visione satirica di Conrad Botes emerge in quest’opera in cui il tratto fumettistico convive con un intento quasi filosofico espresso dalla convivenza di sacro e umano. L’universo simbolico dell’artista si staglia su una realtà iconografica che attinge dalla religione, dalla cultura popolare e dal cartoon. L’artista vive e lavora a Cape Town, dove è co-autore con Anton Kannemayer della rivista Bittercomix.

 

 

The satirical view of Conrad Bottes appears in this work in which the cartoon-like touch coexists with an almost philosophical aim expressed by the harmony  between sacred and human. The symbolical universe of the artist stands out on a iconographical reality that derives from religion, popular culture and cartoon. The artist works and lives in Cape Town, where he is the co-author of the Bittercomix magazine together with Anton Kannemayer.

JACKSON NKUMANDA
Silver gate way, 2005
Tecnica mista e collage su tavola
123 x 81 cm

Prezzo € 3.500

 

 

Jackson Nkumanda è il testimone della quotidianità nelle Township sudafricane, dove la vita scorre lenta in contrapposizione al ritmo frenetico delle grandi città. L’opera “Silver Gateway” descrive proprio il passaggio dalla periferia alla città, dove le persone fanno posto alle macchine e al trionfo della modernità.

 

 

  

Jackson Nkumanda is the witness of the everyday life in the Southafrican Townships, where life flows slowly compared to the hectic rhytm of the big cities. The work “Silver Gateway” represents precisely that transition  from the suburbs to the city, where the people step aside to make space to the cars and to the triumph of modernity. 

WILLIE BESTER
Senza titolo, 2008
Olio su lino e cornice di ferro
68 x 40 cm

Prezzo € 3.500

 

Tra gli attivisti più influenti nel periodo dell’Apartheid, Willie Bester è un personaggio di rilievo nel panorama artistico contemporaneo per il suo linguaggio limpido in cui la dimensione pittorica s’inserisce con armonia negli assemblaggi provenienti da materiali di recupero. L’artista è stato recentemente invitato allo Zeitz Mocaa Museum di Cape Town per la mostra “Grow Box Project”. VAI AL JOURNAL

 

 

 

 

Among the most powerful activists during the Apartheid, Willie Bester is a prominent figure in the contemporary artistic landscape for his clear style in which the pictorial dimension blends harmoniously with the assemblies obtained  from recycled materials. The artist was recently invited to the Zeitz Mocaa Museum of Cape Town in occasion of the “Grow Box Project” exhibition.  

ZANELE MUHOLI
Matshidiso Mofokeng, 2007
Silver gelatin print edition of 8
50 x 76 cm

Prezzo € 8.000

  

Zanele Muholi, artista e attivista sudafricana, nella sua lunga ricerca si concentra sulla difesa dei diritti delle donne omosessuali, discriminate nel suo paese. Il suo work in progress “Faces and Phases”, da cui proviene la foto, ha portato l’attenzione sul tema, arrivando a testimoniare l’importanza della sua fotografia nell’attuale Biennale d’Arte di Venezia. VAI AL JOURNAL

 

 

 

 

Zanele Muholi, Southafrican artist and activist, focuses, in her great research, on the rights of homosexual women, discriminated in her country. Her work in progress “Faces and Phases”, to which  the photo belongs, has brought attention to the topic, getting to testify the importance of her photography into today’s “Biennale d’Arte” of Venice.