INVESTEC CAPE TOWN Online

Lo Studio d'arte Raffaelli presenta la sua seconda VIEWING ROOM Online in occasione della partecipazione a Investec Cape Town Art Fair 2020 presso lo stand di Cellar Contemporary, con opere disponibili esclusivamente online di Zanele Muholi, Conrad Botes, Jane Alexander, Jurgen Schadeberg e Willie Bester.

I cinque artisti protagonisti della VIEWING ROOM Online collaborano con lo Studio d’Arte Raffaelli e sono contestualmente rappresentati nello stand fisico di Cellar Contemporary alla Investec Cape Town Art Fair; si tratta di una selezione di opere che si affacciano sulle attuali questioni socio politiche del Sudafrica e del periodo post-apharteid.

Le opere sono acquistabili esclusivamente online inviando la richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 0461 982595.

 

La nostra VIEWING ROOM Online aprirà alle ore 12 di giovedì 13 febbraio e chiuderà alle ore 19 di lunedì 17 febbraio 2020.

 

ENGLISH TEXT

On the occasion of the collaboration with Cellar Contemporary booth at Investec Cape Town Art Fair 2020, Studio d’Arte Raffaelli is pleased to present his second VIEWING ROOM Online, which proposes five significant works available exclusively on our website.
Represented artists Zanele MuholiConrad BotesJane AlexanderJurgen Schadeberg e Willie Bester have collaborated with Studio d'Arte Raffaelli, and their works are present at Cellar Contemporary physical booth at Investec Cape Town Art Fair. The selection is based on artworks linked with socio-political issues of contemporary South Africa and linked with post-apartheid society.
The artworks are exclusively available online, through a request to: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. or calling +39 0461 982595.
Our VIEWING ROOM Online will be open from 13th February at 12 to 17th February at 19. 
 
 
 

ZANELE MUHOLI
Nomsa Mazibuko and Fondo, 2007
Lambda print edition of 8
76 x 76 cm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'artista Sudafricana Zanele Muholi da anni si batte con determinazione per i diritti delle persone omosessuali nel suo Paese dove le discriminazioni sono ancora forti. Nel 2008 lo Studio d'Arte Raffaelli presentò una mostra dell'artista con le fotografie delle serie "Being" (a colori), di cui fa parte l'opera ''Nomsa Mazibuko and Fondo'', e "Faces and Phases" (in bianco e nero), che annullano il cliché della donna nera colta dal punto di vista dell'eterosessualità predominante. L'artista Sudafricana nell'ultima edizione della Biennale di Venezia, dal titolo May You Live in Interesting Times e curata dal direttore americano Ralph Rugoff, mette in mostra i suoi grandi scatti in bianco e nero ripercorrendo la sua carriera e le origini del suo attivisimo.

The South African artist Zanele Muholi, for years, has been fighting with determination for the rights of homosexual people in her country where discrimination is still strong. In 2008 the Studio d'Arte Raffaelli presented an exhibition of the artist with photographs of the "Being" series (in color), which includes the work "Nomsa Mazibuko and Fondo", and "Faces and Phases" (in black and white). The South African artist in the last edition of the Venice Biennale, entitled May You Live in Interesting Times and curated by the American director Ralph Rugoff, shows her great black and white shots remembering her career and the origins of her activism.

JANE ALEXANDER
Harbinger in correctional uniform lost marsh, 2007
Pigment print on cotton paper
30 x 40 cm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jane Alexander è una delle più importanti artiste contemporanee che lavorano in Sudafrica ad aver ricevuto riconoscimenti internazionali. Nata a Johannesburg nel 1959 e cresciuta durante l'apartheid, attraverso le sue sculture figurative, installazioni e fotografie mostra le sue preoccupazioni riguardo le attuali questioni socio-politiche in Sudafrica. L'artista Sudafricana ha acquisito notorietà all'inizio della sua carriera, producendo Butcher Boys 1985–86, un lavoro chiave all'interno della collezione della National Gallery sudafricana. Questo lavoro consiste di tre figure a grandezza naturale cornute, sedute pensierosamente su una panchina. Si pensa che questo lavoro sia un commento sugli abusi di potere, tortura e detenzione emblematici dell'era dell'apartheid. Le sue opere, spesso site-specific, sono state esposte in numerose mostre, collezioni e biennali in tutto il mondo.

Jane Alexander is one of the most important contemporary artists working in South Africa to have received international recognition. Born in Johannesburg in 1959, her figurative sculptures, installations, tableaux and photomontages are informed by the experience of growing up under apartheid and can be read as a response to that political and social environment. Alexander rose to prominence early in her career, producing Butcher Boys 1985–86, a key work within the South African National Gallery’s collection. This work consists of three horned life-sized figures, sitting pensively on a bench. It is thought that this work is a comment on the abuses of power, torture and detention emblematic of the apartheid era Jane Alexander’s work has been showcased in numerous exhibitions, collections and biennales around the world.

WILLIE BESTER
Untitled, 1999
mixed media on baord
62 x 142 x 9,5 cm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Willie Bester, già presente nella Collezione Leridon (fondatori di AAD), è tra gli artisti invitati a esporre allo Zeitz MOCAA, museo d'arte contemporanea più importante del Sudafrica inaugurato nel 2017 a Cape Town. L'artista sudafricano nasce nel 1956 a Montagu, Paese in cui è riconosciuto come uno degli artisti e attivisti più significativi: il suo lavoro è infatti caratterizzato dall’attenzione alle problematiche sociali e politiche del clima post-apartheid. L’artista affronta questioni scomode quali criminalità, povertà, corruzione e responsabilità del governo attraverso i suoi dipinti, assemblaggi e sculture, incorporati a materiale di riciclo.

Willie Bester, present in the Leridon Collection (founders of AAD), is among the artists invited to exhibit at the Zeitz MOCAA, the most important South Africa's museum of contemporary art, which opened in Cape Town in 2017. The South African artist was born in 1956 in Montagu, a country where he is recognized as one of the most significant artists and activists: his work is characterized by attention to the social and political problems of the post-apartheid climate. The artist faces uncomfortable issues such as crime, poverty, corruption and government responsibility through his paintings, assemblages and sculptures, incorporated into recycled material.

CONRAD BOTES
Untitled, 2001
mixed media on glass
50 x 50 cm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La pratica pittorica e scultorea di Conrad Botes ha le sue radici nel disegno di fumetti, che ha esplorato per oltre un decennio. Insieme ad Anton Kannemeyer è co-fondatore ed editore di Bitterkomix, una rivista di fumetti iconoclasta fondata nel 1992. Il contenuto narrativo del suo lavoro è legato alla razza, al genere, alla violenza in relazione con il potere e la gerarchia. Questa pungente satira, spesso diretta alla società, alla politica e alla religione sudafricana, viene veicolata sia attraverso la sua pittura e incisione, sia nei suoi fumetti. 

Conrad Botes' painting and sculptural practice has its roots in comic book drawing, which he has been exploring for over a decade. Together with Anton Kannemeyer he is co-founder and publisher of Bitterkomix, an iconoclastic comics magazine founded in 1992. The narrative content of his work is usually related to race, gender and violence and their disturbing relationship to power and hierarchy. This biting satire, frequently directed at South African society, politics and religion, is channelled into both his painting and printmaking, and his comics.

JüRGEN SCHADEBERG
Sophlatown We Wont Move, 1995
Photography
50 x 40 cm

SOLD 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jürgen Schadeberg, nato il 1931 a Berlino, è un fotografo di fama internazionale, a cui viene riconosciuto il merito di aver creato e sviluppato il fotogiornalismo in Sudafrica, dove si era trasferito nel 1950. Famoso è diventato soprattutto per aver fotografato la scena Jazz di Sophiatown e per aver ritratto personaggi fondamentali per la lotta contro l’Apartheid, quali Nelson Mandela e Walter Sisulu. 

Jürgen Schadeberg, born in Berlin in 1931, is an internationally known photographer, who created and developed photojournalism in South Africa, where he moved in 1950. His notoriety is due to have photographed Sophiatown growing jazz scene, and to have made the portraits of key figures of the struggle against Apartheid, like Nelson Mandela and Walter Sisulu.