Laurina Paperina

Fuga di cervelli

Sottopasso Stazione Piazzale Orsi, Rovereto

Dal 12 giugno 2026

Illustrazioni, fumetti e arte contemporanea invadono strade, piazze e giardini storici di Rovereto nel festival «Nuvolette» organizzato da Superflùo fino al 14 giugno.

Quattro giorni di mostre, performance, live drawing, comics e interventi urbani, all’insegna del tema «Fuori!», un invito ad abbattere le barriere del quotidiano restituendo potere all’immaginazione. E per tutta l’estate, fino a settembre, esposizioni e installazioni da visitare.

Tra i tanti progetti, l’artista trentina Laurina Paperina con Fuga di cervelli trasforma il sottopasso della stazione di piazzale Orsi a Rovereto in uno spazio attraversato da presenze in movimento. L’installazione nasce dal personaggio che accompagna da anni il lavoro di Paperina: un cervello antropomorfo con occhi, becco, zampe e ali, alter ego in continua trasformazione. La costellazione di cervelli sospesi che attraversa il sottopasso porta con sé ironia e leggerezza, ma racconta anche una condizione più profonda: il contrasto tra l’immediatezza delle immagini e la complessità di ciò che nascondono, i piccoli cervelli volanti parlano di fragilità, movimento e identità.

La Direttrice creativa di Superflùo, Dalia Macii, spiega:
«Il tema Fuori! è nato da un’urgenza che sentivamo tra confini che si moltiplicano, si spostano, abitano i corpi e le città in modi nuovi. Fare cultura consapevole significa portare tutto questo dentro lo spazio che viviamo».

L’opera nelle parole di Laurina Paperina:
Mi interessa dare corpo a qualcosa di immateriale come il pensiero: il cervello diventa una figura autonoma, capace di muoversi, scappare, migrare. È un personaggio che porta con sé un senso di ironia e di leggerezza, ma che racconta una condizione più profonda: l’instabilità, il bisogno di cambiamento, la difficoltà di stare fermi dentro un sistema che ci vuole produttivi, razionali, efficienti. L’installazione nel sottopasso raccoglie questo percorso: una costellazione di cervelli sospesi, come se stessero attraversando un luogo di passaggio. La fuga può essere letta in molti modi: quella sociale e culturale, ma anche quella più intima, la mente che non sta ferma, che cerca continuamente altro, che a volte si perde. Il linguaggio resta vicino al fumetto: un’estetica che uso per creare contrasto tra l’apparente leggerezza dell’immagine e la complessità di quello che c’è sotto. Immagini immediate, quasi giocose, che nascondono una dimensione più inquieta. Questi cervelli volanti sono piccoli tentativi di parlare di fragilità, movimento e identità in modo semplice, ma non superficiale”.

Nuvolette,  Disponibile al link: https://www.consorcimuseus.gva.es/exposicion/breve-historia-de-una-pasion-coleccio-avelino-marin/ Accesso il 12 giugno 2026
Photo credit: Nuvolette Festival