Ozmo

Glitched Gods of Olympus

Istituto della Cultura Italiana di New York

17 gennaio 2024 - 12 febbraio 2024

La mia arte è spesso un ponte tra passato e futuro, dove la tradizione incontra l’innovazione, e non solo per la tipologia delle immagini che recupero e remixo.
Da sempre, ho utilizzato strumenti digitali per creare un dialogo tra le immagini classiche e le espressioni contemporanee. Photoshop, per me, è stato un laboratorio di sperimentazione, dove ho creato collage digitali che fondono elementi storici e moderni, dando vita a nuove visioni.
L’uso di Google Immagini si rivela come la mia personale Biblioteca di Alessandria contemporanea, offrendomi accesso illimitato a un archivio globale di immagini. Questo mi ha permesso di esplorare e reinterpretare iconografie antiche e moderne, creando un tessuto visivo che attraversa epoche e stili, ed anche di recuperare ad esempio tutte le immagini che ho utilizzato per l’installazione ‘Transatlantica’
Nel campo emergente dell’intelligenza artificiale generativa l’AI può essere impiegata per reinterpretare grandi quantità di dati visivi, creando opere che sfidano la nostra percezione della realtà. Spontaneamente e con grande entusiasmo ho quindi integrato la tecnologia AI nelle mie ricerche artistiche.
La scelta di utilizzare un Ai in rete e non censurata (a differenza di tutte quelle più potenti ed a pagamento), che accetta rappresentazioni di nudi e ‘sensitive words’ ha aggiunto un nuovo strato di esplorazione: l’AI genera immagini che sono viziate da bias e convenzioni, distorcendo e reinventando le forme classiche millenarie.
Il risultato è un’opera che esplora il confine tra il reale e l’immaginario, il sacro e il profano, il classico e il surreale. L’arte generata dall’AI si mescola con le mie creazioni digitali, offrendo uno sguardo unico sul potenziale espressivo dell’unione tra arte e tecnologia avanzata.
Titoli come ‘Asian Apollo’ ‘Black Hercules’ o ‘Hercules with Eastern Girlfriend,‘Stoned Dionysus’ oppure ‘Portrait of Dumb Apollo’ sono stati utilizzati nella stringa di generazione dell’AI come veri e propri esperimenti dirompenti per sondare dove l’intelligenza artificiale rimane intrappolata in clichè e bias forzando i canoni dominanti dell’arte classica greca occidentale.
Queste opere rappresentano un dialogo visivo tra i pastelli, con la loro tradizione e texture, e le immagini digitali, con la loro immediata modernità.
La serie è un esperimento continuo, una ricerca che si muove tra le epoche, i pregiudizi e i luoghi comuni, rivelando come il passato possa essere reinterpretato attraverso la lente della tecnologia contemporanea trasformandolo in strumento di ricerca del presente.

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