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Mario Schifano
Nasce nel 1934 Homs, Libia
Mario Schifano nasce nella Libia italiana il 20 settembre 1934, a Homs, dove il padre si era trasferito come impiegato del Ministero della Pubblica Istruzione. Ritenuto da molti l’esponente di spicco della pop art italiana, viene considerato come l’erede di Andy Warhol. Restano memorabili le sue esibizioni con la creazione di dipinti di grandi dimensioni, realizzati con smalti e acrilici. Moltissimi dei suoi lavori, i cosiddetti “monocromi”, presentano solamente uno o due colori applicati su carta da imballaggio incollata su tela. L’influenza di Jasper Johns si manifesta nell’impiego di numeri o lettere isolate dell’alfabeto, ma nel modo di dipingere possono essere rintracciate analogie anche con il lavoro di Robert Rauschenberg. Ancora oggi le opere degli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari, alle biciclette, ai fiori e alla natura in genere. Appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, Mario Schifano è tra i primi a utilizzare il computer per creare le sue opere, riuscendo ad elaborare immagini riportate poi su tele emulsionate. La prolificità dell’autore e l’apparente semplicità delle sue opere portano alla produzione di un impressionante numero di falsi che inganna il mercato, specialmente dopo la sua scomparsa. Schifano viene a mancare dopo una vita di eccessi e sregolatezze: rinchiuso in carcere, per ragioni legate alla droga, e in manicomio, dove tenta di togliersi la vita. Nell’estate del 2024, il Padiglione Robert Olnick del Magazzino Italian Art nello stato di New York rende omaggio al maestro della Pop Art italiana con un focus sulle opere fondative della sua ricerca tra il 1960 e 1970.

